Aiutiamo l’ambiente…ogni giorno

Uno dei temi salienti di quest’estate, ma che in realtà è un tema che si ripropone ciclicamente è quello dell’inquinamento.

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Cultura e divertimento a Riccione

La Riviera Romagnola è una zona viva e piena di iniziative, e offre tanti eventi per chi si vuole divertire, ma anche per chi ama le vacanze culturali e per chi viaggia per lavoro, che potrà trovare strutture organizzate e alternare il lavoro con un po’ relax.

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Chirurgia plastica?! Ecco alcuni consigli

Si terrà dal 24 al 27 settembre 2010 il 59° Congresso Nazionale di Chirurgia Estetica che quest’anno si terrà presso Centro Didattico Policlinico S. Maria alle Scotte a Siena.

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Formaggi biologici: due parole su quelli calabresi della Sila!!

Provate un attimo a distogliere l’attenzione all’ambiente che in questo momento vi circonda, ed immaginate idealmente di trovarvi nell’affascinante altipiano della Sila calabrese, definito autorevolmente da qualcuno “un pezzo di Svizzera casualmente caduto di mano al Signore nell’atto della creazione“: una natura incontaminata dove le morbide colline ed i primi fiori della stagione vengono accarezzati dal tiepido sole primaverile, col piacevole contrasto di un sereno e sincero cielo azzurro, silenzioso panorama moderatamente ravvivato dal tenero belato delle mandrie al pascolo.

Ecco, è proprio in questo contesto da favola che vengono prodotti tutti i Formaggi Biologici calabresi proposti sulle vetrine virtuali di siti di vendita on-line di prodotti tipici calabresi, che nel corso della loro attività, per via delle selezione a monte dei prodotti proposti, hanno ricevuto interessanti feed-back da parte degli utenti serviti.

Le varietà proposte agli internauti spaziano sempre su referenze originali, interessanti e che incuriosiscono per la loro schiettezza ed esclusività: si va così ad eccezionali caciotte e formaggi pecorine, caprini ed ovicaprini, freschi, semi stagionati e stagionati, da servire come completamento di ogni pranzo, oppure alla ricotta dura salata calabrese, da gustare grattugiata sugli eccezionali primi (fusilli, maccheroni, filei) della tradizione gastronomica della regione, magari conditi con unici e corposi sughi di carne.

Ed ovviamente, anche queste sciccherie non possono prescindere dall’uso del peperoncino, dato che non poche sono le varietà “piccanti”, considerando che in sede di preparazione si è provveduto all’uso di pepe rosso, tassativamente calabrese!! Un modo diverso per garantire ai formaggi il sapore schietto di “Sua Maestà” il peperoncino calabrese, onnipresente nella gastronomia regionale.

Naturalmente la genuinità di questi formaggi è bella e assicurata, visto che sono tutti tassativamente biologici, garantiti da certificazione Aiab e rigido controllo Icea (cod.operatore IT ICA R106 F000012).



Come dire…
un modo diverso per portare la natura, a tavola!!

Dismorfofobia: quando lo specchio mente

E’ assolutamente comune fra gli esseri umani, guardarsi allo specchio e non piacersi, sentirsi orribili o inguardabili per tutta la giornata, finendo anche col non sentirsi a proprio agio. E’ pure vero che, a volte, basta la battuta di un amico, il sostegno di un compagno per sentirsi immediatamente meglio.
Ci sono, tuttavia, casi in cui questo non basta. casi in cui “vedersi brutti” allo specchio non è solo un fenomeno passeggero, magari legato ad un particolare momento della propria vita, ma il sintomo di un problema molto piùà grave e difficile da superare. Si tratta della dismorfofobia, patologia in costante aumento e legata ad un disturbo dell’Asse I. Chi soffre del problema non è semplicemente chi si sente a disagio con il proprio aspetto, ma chi “vede” fisicamente difetti che in realtà non esistono: occhi che si rimpiccioliscono o escrecsenze invisibili si materializzano allo specchio e inducono a sospettare di un problema molto più grave, il sintomo di un disturbo di natura psicotica.
Forma e dimensioni del corpo totalmente sfasate: la maggior parte dei soggetti vive con disagio questa patologia, soprattutto gli adolescenti che si sentono completamente tagliati fuori da una società sempre più legata all’aspetto esteriore. Meno grave, ma comunque con seri effetti sulla psiche, la patologia per gli adulti.
Poichè la differenza tra la patologia e la semplice non accettazione di sè è poco evidente alle persone comuni, non si riesce sempre ad intervenire con prontezza, e il dismorfismo sfocia in altre manifestazioni ancora più gravi. C’è chi finisce col rivolegersi alla chirurgia estetica, affidandosi a chirurghi senza scrupoli, che, invece di sottolineare il problema del paziente sul piano psicotico, ne approfittano per effettuare interventi assolutamente inutili. E’ per questo che è sempre bene affidarsi a specialisti riconosciuti e di cui sia provata la competenza e le abilità, nonchè l’etica deontologica. A Napoli, ad esempio, fra i vari specialisti che vantano una solida specializzazione e una comprovata deontologia professionale, ricordiamo il dott.  Ivan La Rusca. Info e news su http://www.ivanlarusca.it/

Risonanza magnetica e prevenzione

Cresce di anno in anno la percentuale di malati oncologici, cresce la consapevolezza circa l’importanza della prevenzione. Uno degli strumenti di prevenzione efficace e di diagnosi precoce è sicuramente la risonanza magnetica, da effettuarsi al comparire dei primi sintomi o nel caso in cui si rientri in categorie a rischio.
Fra i diversi tipi di risonanza magnetica, quella mammaria vive ancora molte difficoltà, specie a causa della reticenza. Manca spesso un’adeguata informazione, e ci si paralizza di fronte alla possibilità di scoprire patologie come il cancro al seno che, nella maggiore percentuale delle pazienti comporta l’asportazione dell’intero seno o di una sua porzione. Sono proprio le conseguenze di un simile intervento che frenano la maggior parte delle pazienti, prive delle informazioni necessarie. La risonanza magnetica mammaria è, infatti, di aiuto, nella valutazione della mammella trattata per carcinoma mediante chirurgia conservativa, in cui risiede la possibilità di recuperare una parte importante della propria femminilità a seguito di una mastectomia. La risonanza è solo il primo passo verso un progressivo recupero attraverso la chirurgia ricostruttiva, per la  quale è bene affidarsi ad uno specialista affidabile ed umano. Che non sia solo riconosciuto dalla comunità dei chirurghi o membro della   Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, bensì “referenziato” da pazienti e collaboratori. E’ bene ricercare fra quei professionisti che mettono a disposizione pubblicamente opinioni e commenti sul proprio lavoro, anche attraverso gli attuali social network. Fra di essi segnaliamo a Napoli il Dott. Ivan La Rusca,specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva, Chirurgia della mano, estetica. Informazioni ed approfondimenti su  http://www.ivanlarusca.it/

Paste della tradizione calabrese: oggi buone come una volta!!

In Calabria la pasta tipica è un alimento che ha forti radici in una antica tradizione, visto che viene lavorata tassativamente a mano all’interno delle famiglie. Vecchie gesta di mani esperte delle massaie calabresi, che si ripropongono con consuetudine e sistematicità ancora oggi, considerato lo spessore che i primi piatti assumono nella regione; un’importanza fondamentale per un impasto semplice, prodotto solo con le migliori semole di grano duro, acqua pura delle sorgenti montane e sale (meno presente l’uovo), per ottenere una preparazione proprio come impone l’arte della cucina calabrese. Piatti essenzialmente poveri, ma dei quali potevano disporre solo quanti avevano farina bianca in casa, e non sempre peraltro, considerate le condizioni di miseria dei tempi passati

Un uso che è tornato fortemente negli anni recenti, per riproporre in tavola i sapori di un tempo, cercando di uscire dai “sapori appiattiti” delle produzioni industriali, elevandosi al contrario e sempre più a ruolo di piatti unici ed esclusivi. Una volta, infatti, la pasta usata in particolare sulle tavole calabresi era tutta pasta fatta in casa, preparata con grande maestria dalle donne di famiglia, nel pieno rispetto di tassativi rituali e con una dovizia e cura dei particolari processi, dal dosaggio degli ingredienti alle varie fasi di lavorazione, financo nella cottura.

Secondo la tradizione della regione una ragazza è pronta per prender marito solo quando è capace e conosce a fondo tutti i 15 modi di preparare la pasta fatta in casa; ovvero, gli uomini sceglievano le donne da sposare anche in virtù della loro capacità di lavorare e saper fare la pasta.

Se l’arte della pasta si è conservata fino ai nostri giorni, costituendo ancora la base del pasto quotidiano, perché privarsi di un alimento basilare della nostra mensa, scegliendo quella migliore e che garantisca un apporto davvero “nutrizionale”?? La scelta dei grani più opportuni, delle migliori semole, il rispetto dei processi di essiccamento è infatti basilare per poter ottenere un prodotto davvero all’altezza, evitando che tutti gli elementi essenziali al nostro organismo si disperdano al contrario nell’acqua di cottura.

Facile a dirsi, non impossibile a realizzarsi, visto che in rete ci sono siti di prodotti tipici calabresi che propongono nelle loro vetrine virtuali paste calabresi che ben possono assimilarsia quelle della tradizione regionale, quasi fossero state prodotte in casa secondo antica ricetta, e senza dubbio elevandosi rispetto alle produzioni massive della grande distribuzione.

Certo non si tratta delle paste di ogni giorno, ma ogni tanto val la pena concedersi piccole trasgressioni a tavola.

Le varietà proposte sono numerose, ognuna appetitosa ed interessante: che dire, ad esempio dei “Fileja“, per la quale in passato si utilizzava u firriettu, un ferro da calza o anche quello ricavato da un vecchio ombrello in disuso, intorno al quale si avvolge la pasta per farle assumere la caratteristica forma arrotolata, tramite la filatura, ovvero un filo omogeneo di circa 0,5 cm. di diametro, spezzato in pezzi di 20-30 cm. di lunghezza; a questo processo segue poi quello della trafilatura, che consente di dare ai Filei la particolare forma ricurva, tramite un bastoncino sottile di legno o ginestra essiccata. Tradizionalmente questo formato si condisce con sugo di pomodoro fresco, o con un corposo sugo di carne (capra e maiale), e con una buona spruzzata di pecorino o ricotta secca, naturalmente quelle calabresi.

Una preparazione analoga si ha anche per i “Maccarruni” e i “Fusilli“, piatti antichi per eccellenza; anche per questi, proprio come visto per i filei, si utilizza u firriettu. L’essenzialità di questo strumento di cucina, come per quello delle necessarie ed opportune basi di legno (Madia), è ribadito dalla importanza che questi assumevano nel corredo matrimoniale: una buona sposa, infatti, li doveva annoverare entrambi negli oggetti avuti in dote dalla sua famiglia d’origine, proprio come al giorno d’oggi varrebbe per un forno a microonde o altro indispensabile elettrodomestico.

I cavatelli dimostrano tutta la capacità e maestria della massaia nel saper fare la pasta: infatti occorre impastare gli ingredienti in modo da ottenere un impasto duro, altrimenti col riposo sulla spianatoia (coperto da una ciotola, per almeno mezz’ora) ammorbidisce troppo ed è più difficoltoso da lavorare. Dopodichè occorre prendere un pezzo di pasta, fare un rotolino di circa 1cm di diametro, con un coltellino staccare un piccolo pezzo che va premuto col pollice dell’altra mano contro la punta del coltello, poi si schiaccia la lama sul tavolo ruotando brevemente e trascinando il cavatello.

Siamo in Calabria, ed è normale che “sua maestà il peperoncino” da il suo contributo nel condimento della pasta da portare in tavola, giusto per fornire un’ulteriore tocco di schiettezza alle varie portate. In particolare, formati quali i “fusilli” o i “filei” sono proposti dalle varie aziende in rete nella variante piccante, laddove la preparazione a monte del prodotto avviene con un’altra sciccheria della regione: la bomba calabrese, gigante per antonomasia dei sottoli di queste terre, a base di verdure (melanzane, carciofi, aglio, alloro), funghi ed olio.

Come dire, prendere due piccioni con una fava!!


Chirurgia ricostruttiva e fattore umano.

La Chirurgia plastica ricostruttiva consiste nella riparazione di parti del corpo deformate o danneggiate da malformazioni e/o agenti esterni, mediante trasferimento di tessuti, per consentire al paziente di ripristinare le condizioni normali.
Gli interventi di Chirurgia plastica ricostruttiva sono effettuati per intervenire sulle malformazioni congenite, o sugli esiti di traumi, sui postumi da ustione, esiti di chirurgia generale oncologica, o trattamento in urgenza di ferite complesse dei tessuti molli.
Fra i diversi settori, uno di quelli più delicati è sicuramente quello della Chirurgia oncologica ricostruttiva del seno. Oltre 28.000, ogni anno le donne colpite da tumore al seno. Oltre 15.000 le donne che subiscono l’asportazione del seno, un evento altamente traumatico che può, almeno in parte, essere riparato attraverso la Chirurgia Ricostruttiva. Intervenire significa permettere alla paziente di recuperare una parte molto imporatante della propria femminilità e la fiducia in sè stessa. Tuttavia, ancora poche sono le donne che decidono di effettuare l’intervento, fatto in gran parte attribuibile, oltre cha a fattori culturali, alla scarsa informazione fornita dal medico sulle potenzialità e i rischi, nonchè all’approccio, spesso scarsamente sensibile, da parte dello specialista di turno nei confronti delle pazienti. Alla ricerca di un medico referenziato e certificato, ovvero, membro della Società Italiana di Chirurgia  Plastica Ricostruttiva ed Estetica, si aggiunge la difficoltà di trovare uno specialista “umano”, in grado di costruire un rapporto di fiducia reciproca con il paziente, fatto sempre più raro oggi. Oggi viene in aiuto Internet, che consente di leggere, in giro per blog e forum, pareri e impressioni su alcuni degli specialisti più quotati. Fra di essi, segnaliamo, http://blog.ivanlarusca.it/, all’interno del quale il Dott. Ivan La Rusca, specialista in Chirurgia Plastica, permette ai suoi pazienti di scambiare opinioni sugli interventi effettuati, consigli e informazioni utili.  Info e approfondimenti su http://www.ivanlarusca.it/

Il tuo psicologo a Roma e Firenze con psicologi-italiani.it

La società di oggi ci sottopone a dei ritmi e a delle pressioni che un tempo parevano pura fantasia. Si è sempre di corsa, divisi tra mille preoccupazioni, ossessionati da stereotipi che ci dicono come essere e come comportarci, continuamente in competizione con gli altri, affannati nel dover costantemente dimostrare qualcosa.
Pressioni quotidiani e molto “sottili” delle quali pensiamo di non risentire ma che possono manifestarsi improvvisamente sotto forme diverse: semplice stress, noia, apatia, panico oppure assumere delle forme molto più insidiose e tramutarsi in crolli psicologici o in vere e proprie “malattie”.
Proprio come il nostro corpo, anche la nostra mente non è indistruttibile ed è per questo che bisogna stare attenti, non solo alla propria salute fisica, ma anche a quella mentale.
Se, infatti, al primo colpo di tosse o giramento di testa corriamo dal medico in preda al panico, questo non avviene nel caso in cui ad affliggerci sia non un dolore fisico ma “mentale”, interiore. In questi casi si tende a prendere sotto gamba il problema, liquidandolo con idee come “passerà”, “non è nulla”, oppure affidandosi a cure fai da te che, come evidente, non potranno darci alcun risultato.
Il primo passo per aiutare se stessi è quindi quello di prendere coscienza del proprio problema e di affidarsi a professionisti del settore, ovvero a psicologi esperti che sanno come affrontare e risolvere  determinate problematiche.
Come detto la consapevolezza di aver bisogno di aiuto è il primo passo verso la guarigione, ma spesso, dopo questa prima fase, ne subentra un’altra, quella della “vergogna” di ammettere di aver bisogno di un supporto psicologico.
Come trovare, quindi, uno psicologo che possa aiutarci, cercando, se proprio lo vogliamo, di mantenere una certa discrezione?
Per fortuna internet ci viene in soccorso, visto che sulla Rete si sono sviluppati molti servizi di consulenza psicologica online i quali sono abbastanza utili, ma servono solo a “tamponare” il problema non di certo a risolverlo.
Ma la rete è anche una fonte inesauribile di informazioni e quindi il mezzo più adatto per trovare un elenco completo di psicologi Roma, psicologi Firenze o in qualsiasi altra città d’Italia .
Tra i numerosi network presenti in Rete bisogna segnalare psicologi-italiani.it, un sito nato nel 1999 con l’obiettivo di avvicinare i medici ai pazienti, offrendo servizi professionali e di qualità.
Tutti gli psicologi che operano attraverso questa associazione “telematica”, sono infatti dei professionisti dalla comprovata esperienza, le cui competenze possono essere visionate dagli utenti i quali saranno così certi di affidarsi a persone qualificate.
Grazie al semplice motore di ricerca, per chiunque sarà possibile trovare uno psicologo a Roma o a Firenze in maniera veloce ed anonima, mettendosi inoltre direttamente in contatto con lo specialista più adatto alle proprie esigenze.
Un sito, quindi, che offre aiuto e supporto a tutti coloro che non sono capaci di chiederlo.

La patata della Sila: già buona di suo, e che dire della specialità “rossa”??

Negli ultimi anni molte specialità tipicamente artigianali hanno lasciato spazio a produzioni industriali, per buona parte derivanti da processi tecnologici esasperati, che poco concedono ai sapori originali della materia prima, offrendo al contrario gusti quasi “appiattiti”, qualcuno senza nemmeno esagerare più di tanto li ha definiti “plastificati”. In un ottica decisamente diversa invece si muove la produzione artigianale: quella della difesa del gusto originale, dei sapori di un tempo, peraltro non molto lontano.
E’ ovvio che, in questo processo non massivo, i prodotti alimentari artigianali non sempre sono costanti (la qualità del latte per un formaggio varia da una stagione all’altra, il sapore delle carni per un salume dipende dall’alimentazione del capo di bestiame utilizzato), ma sicuramente sono sempre ricchi di caratteri distintivi oltre che decisamente più salubri e naturali. Normale che si tratta per lo più di prodotti di nicchia, per i quali occorre un lungo processo di educazione alimentare, sì da farne esaltare le loro intrinseche caratteristiche per convincere ad un eventuale acquisto il pubblico degli estimatori del gusto e del palato.
A buon titolo tra queste produzioni un po’ dimenticate si può annoverare la patata silana rossa, acquistabile su portali di prodotti tipici calabresi che la propongono sulle loro vetrine virtuali.
Ma cosa sono le patate rosse e cosa hanno di veramente particolare rispetto alle normali patate acquistabili ordinariamente nei mercati??
La storia è presto detta. Intorno agli anni 20 del secolo scorso (…ahinoi, ma è ormai il caso di dire “il secolo scorso”) questa patata dalla buccia rossa veniva coltivata stabilmente in Calabria ed in Sila in particolare, dove si trovava benissimo grazie alla tipologia dei terreni e spesso con discreto contenuto di sostanza organica. Le più buone nascevano (e nascono) vicino a boschi di castagno e di faggio.
Nell’altipiano silano (qualcuno autorevolmente ha scritto “un pezzo di Svizzera casualmente caduto di mano al Creatore quando ideò la nostra penisola” ) già la pataticoltura in genere è una base di reddito essenziale per le popolazioni, visto che il prodotto è rinomato e ricercato per le sue caratteristiche, il suo sapore e le sue connotazioni organolettiche: la particolarità delle patate silane deriva certamente dal fatto che nasce ad oltre 1000 metri di altezza, caratterizzandosi, dunque, come l’unico prodotto di alta montagna del centro Mediterraneo. Ha la caratteristica di possedere una percentuale di amido decisamente superiore alla media, rendendola così più saporita e nutriente di quella che ordinariamente si riesce a trovare in commercio.
Però la nostra patata rossa aveva (ed ha) un grosso difetto: una scarsa resa e quindi nel secondo dopoguerra venne pian piano soppiantata da altre varietà più produttive (e redditizie). All’inizio del nuovo millennio, qualche produttore più lungimirante nella visone dei mercati futuri, che andava sempre più verso le produzioni “scontate ed appiattite nel gusto e nel sapore”, ha ben pensato di ripiantarla di nuovo: e quale miglior terreno e miglior ambiente si poteva utilizzare se non quello silano, già di suo naturalmente “vocato” e predisposto alla pataticoltura in generale, e quelle da seme in particolare??
I risultati non si sono fatti attendere; anche se le quantità sono relativamente scarse, la qualità è altissima. Sono stati fatti addirittura dei panel di degustazione dove la nostra rossa ha stravinto a man bassa grazie alla consistenza della polpa ed all’alto contenuto di sostanza secca. In altre parole, la rossa è soda e compatta dopo la cottura, sia che si tratti di bollitura o stufatura, sia di frittura. Quindi è adattissima sia per fare gnocchi e tortelli che per una croccante patatina fritta.
Si presenta infatti burbanzosa e tondeggiante, con quella sua bella buccia rosseggiante che nasconde sempre e comunque una corposa e soda polpa bianco/giallo. Poi è bella tonda e difficilmente prende quelle forme bozzoidali e segaligne tipiche delle patate che compriamo al supermercato.
Ma è comunque a tavola che ci si inchina di fronte a questa patata. Sorprende in tutti gli usi, ma sembra dare il meglio di se stessa nella preparazione in casa degli gnocchi. Il problema di alcune patate, infatti, è quello di avere troppa acqua nella loro consistenza; di conseguenza quando si impastano non legano uniformemente con la farina, ma creano i cosiddetti “grumi”, sicchè la preparazione diviene un po’ più dura. Questa patata, invece, ha poca acqua sia per il fatto che viene coltivata ad un’altezza di 1000 m e più (patata di alta montagna), sia per la particolarità dello specifico tubero; quando la si impasta con la farina si lega perfettamente con essa senza formare grumi. Avrete così una consistenza di farina e patata in ugual misura, così da aver il vero gnocco di patate. Considerazioni analoghe possono farsi nelle preparazioni di gateau, purè, ed altri sfornati.
E che dire se poi la si sperimenta come patata fritta?? Ammesso sempre che riusciate a mangiarla prima dei vostri figli.