Ausili Bagno Disabili e Invalidi Bagno Reale
Ott 30, 2009 Acquisti, Salute Benessere
Sovrana s.r.l., azienda leader nel settore dei prodotti medicali per anziani e diversamente abili, ha ideato Bagno Reale, un sistema per vasche da bagno che aiuta ad entrare ed uscire in tutta sicurezza e comodità.
Grazie all’esperienza di 3 generazioni di persone che si sono impegnate a trovare soluzioni per aiutare chi non è totalmente autonomo, Sovrana s.r.l. ha creato Bagno Reale. Questa straordinaria invenzione, premiata con la Medaglia d’Oro al prestigioso Concorso Lepinè, durante il Salone Internazionale delle Invenzioni di Strasburgo, rivoluziona il mondo dei prodotti medicali per anziani e diversamente abili.
Bagno Reale è dotato di una sistema di fasce sollevatrici che consentono, in tutto relax e senza fatica, di entrare e uscire dalla vasca da bagno. Sarà sufficiente sedersi su questa fascia applicata alla vasca e premere un pulsante per essere dolcemente adagiati all’interno. Una volta finito il bagno, semplicemente premendo di nuovo il pulsante, la fascia solleverà la persona fino a consentirle di uscire comodamente dalla propria vasca.
Il Sollevatore Bagno Reale viene applicato direttamente alla vasca da bagno, senza interventi invasivi e rapidamente.
Fare il bagno come prima, senza bisogno dell’aiuto di altre persone, e senza dover fare modifiche sostanziali alla propria vasca da bagno è ora possibile grazie alle Fasce Sollevatrici di Bagno Reale.
Per saperne di più visita il sito internet di Bagno Reale e non perdere la possibilità di una prova gratuita a casa tua.
Ritrova la semplicità di un gesto quotidiano con l’aiuto di Bagno Reale.
Fonte: Intarget.net News
Vini calabresi: oltre al Cirò la regione offre molto altro ancora.
Ott 30, 2009 Acquisti, Cucina, Salute Benessere, Turismo

In epoca romana i vini della Calabria non riuscirono a ripetere il successo avuto in epoca greca. I Romani infatti prediligevano i vini autoctoni quali il Frascati. Mentre il Medioevo ne conobbe il rilancio, esportati per terra e per mare in tutta Italia ed anche oltre. Successivamente però nuove difficoltà incontrò la regione nel valorizzare i propri vini e tutt’ora la viticultura calabrese raccoglie meno riconoscimenti di quanti meriterebbe.
Attualmente la maggior parte della produzione di vino è ad un livello decisamente artigianale, e difatti ogni contadino vinifica da sé con criteri del tutto primitivi ed empirici: ciò impedisce l’ottenimento di una medesima qualità di anno in anno, ed a ciò può attribuirsi in parte la mancata diffusione dei vini calabresi nel resto d’Italia. Si rileva così la necessità che molta produzione del vino calabrese debba uscire dallo stato artigianale sì da poter essere maggiormente apprezzata in Italia e all’Estero.
Il Cirò è uno dei pochi vini veramente industrializzati, il primo che ha chiesto ed ottenuto la denominazione d’origine controllata. Conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo e’ entrato a far parte di ogni cantina che si rispetti e sulle tavole di ogni buon ristorante.
Per il resto sono poche le aziende che hanno la denominazione DOC, anche se tale dato è in notevole incremento, iniziando una controtendenza rispetto al mercato vitivinicolo regionale degli ultimi 30 anni, caratterizzato da una profonda crisi ed impoverimento generale, visto che la viticultura è sempre stata una voce importante dell’economia locale.
In particolare altre tipologie di vini calabresi stanno ricevendo il supporto di siti di commercio elettronico che nel corso del loro percorso aziendale hanno ricevuto rilevanti feedback positivi dall’utenza servita, dunque svolgendo azione di educazione al consumo e promozione di particolari referenze e tipologie.
Anche per ciò, forse, da qualche anno assistiamo ad una rinnovata ripresa produttiva, ispirata a nuovi criteri di qualità, un rinnovato entusiasmo nella produzione con un più attento lavoro in vigna e l’applicazione di nuove tecniche in cantina.
Nella zona della Piana di Sibari, ad esempio, si cerca di continuare una tradizione vitivinicola di spessore, visto che è proprio in tale area che si rilevarono le prime testimonianze di una imponente ed organizzata esportazione del vino. Questo partiva dal porto di Sibari, passava attraverso veri e propri enodotti, per essere caricato agevolmente sulle navi.
Nella menzionata zona, in particolare, si distingue anzitutto il vino Pollino doc, che vede la sua produzione all’interno del Parco Nazionale omonimo, in particolare nei comuni di Castrovillari, Civita, San Basile, Saracena, Cassano allo Ionio e Frascineto.
La produzione di questo fantastico nettare deriva da vitigni quali Gaglioppo almeno per il 60%, Greco nero, Malvasia bianca, Montonico bianco e Guarnaccia bianca per almeno il 20%, con possibile aggiunta di uve a bacca bianca per un massimo del 20%.Il suo colore è rosso rubino tenue o cerasuolo; un profumo piuttosto intenso e persistente, fruttato, con sentori di prugne e ribes;il suo sapore è secco, caldo, abbastanza morbido, giustamente tannico, sapido, di corpo, equilibrato; i suoi 12/13 gradi ne fanno un vino ottimo per accompagnare costolette di agnello, capretto al forno, carni bianche arrosto, salsiccia, coniglio al forno, prosciutti e formaggi calabresi, servendolo a temperatura ambiente di 16-18°C.
Della medesima tipologia Pollino si menziona anche il Rosso Superiore, che richiede un invecchiamento obbligatorio di due anni: viene dai più considerato e’ classificato vino superiore da pasto
Il Valle del Crati Igt è rosso, rosato, bianco, novello e passito, ottenuto da uve sangiovese, merlot, cabernet sauvignon, magliocco, sauvignon blanc, riesling e greco bianco. La gradazione alcolica minima è 11,5% e 11% per, rispettivamente, rosso e novello e 10,5% per bianco e rosato, e 15% per passito. La relativa zona di produzione segue il percorso del fiume Crati, fino alla sua foce nel mare Ionio. In genere i metodi di produzione prevedono una accurata selezione delle uve, fatte macerare e fermentare in vasche di acciaio, ben accompagnando il prodotto carni grasse e selvaggine (per le tipologie rosso/rosato), ovvero antipasti, formaggi freschi e piatti a base pesce.(la tipologia bianco).
E nella Piana di Sibari trova culla anche un altro vinello interessante, l’Igt Calabria, la cui produzione si caratterizza in tutta la regione, ma che in zona acquisisce un sapore ed una connotazione unica. Le tipologie rosso/rosato in genere provengono da vitigno magliocco canno, calabrese (nero d’Avola), greco nero; con vinificazione prevista nella modalità fermentazione sulle bucce, suggerendo l’accostamento a pietanze tipiche della regione, con il suo colore rosso intenso, il profumo caratterizzato da sentori di frutta, il suo sapore pronunciato e pieno. Con i suoi 12/13° si consiglia venga servito ad una temperatura di 17/18 gradi. La tipologia bianco proviene da malvasia bianca, greco bianco; con vinificazione prevista nella modalità fermentazione del mosto in bianco a temperatura controllata; si accompagna bene ad antipasti e secondi delicati, col suo colore giallo dorato, il suo profumo delicato e fruttato, il suo sapore asciutto ed armonico. Con i suoi 12/13° si consiglia sia servito ad una temperatura di 10/12 gradi.
Che tali presupposti e tale voglia di affermazione siano di buon auspicio per far conoscere oltre regione vini di buona qualità, rispettati e quasi venerati in loco, visto che non pochi sono i paesi e le contrade presso le quali la produzione vinicola è accompagnata da sagre e manifestazioni enogastronomiche di particolare importanza che si tengono già dal mese di novembre, sotto il proverbio che “per S. Martino ogni mosto è vino”. C’è solo da augurarsi che le giovani generazioni apprezzino e imparino ad amare maggiormente la terra, che in passato valeva molto se lavorata a vigneto, avvalendosi delle più moderne ed evolute tecniche di produzione.
Tags: accompagnamento vini., Gaglioppo, Greco nero, Guarnaccia, magliocco canno, Malvasia bianca, Montonico bianco, prodotti tipici calabria, Valle Crati Igt, vendita vini calabresi, Vino Pollino doc
Trapani International match cup, al via domani le regate di selezione alle Mure di Tramontana
Ott 30, 2009 Internet
Tutto pronto per la Trapani International match cup, la tappa del circuito mondiale di match race maschile di grado due, che si disputerà nelle acque di Trapani dal 29 ottobre al 1° novembre.
Due campi di regata; dieci equipaggi provenienti da otto nazioni diverse tra Europa, Oceania e America, tutti tra i primi trenta della ranking list dell’ISAF; sei imbarcazioni da regata, settanta match race in tre giorni tra selezioni, semifinali e finale, e previsioni meteo eccellenti per i prossimi giorni con tempo sereno e poco nuvoloso, temperature sopra la media stagionale e venti moderati: sono questi gli ingredienti di una manifestazione sportiva che intende raccogliere l’eredità della Trapani Cento Cup e appassionare un pubblico sempre più ampio alla Vela sportiva. Le regate si svolgeranno con la spettacolare formula del match race: gare brevi della durata di 15-20 minuti in cui ogni equipaggio – composto da uno skipper e da due manovratori – sfiderà gli avversari, uno dopo l’altro, in un avvincente girone all’italiana, utilizzando imbarcazioni tutte uguali che esaltano l’importanza del “fattore umano”.
Le regate prenderanno il via ufficialmente domani, alle ore 12, nello specchio di mare antistante le Mure di Tramontana (Viale delle Sirene) con la prima fase di selezioni.
Ma già oggi la Trapani International match cup offre alcuni momenti di spettacolo e di intrattenimento, con la presentazione degli equipaggi, questa sera alle ore 19 alla Casina delle Palme (Viale Regina Elena), cui seguirà un talk show organizzato da Telesud con la presenza di vari ospiti (il presidente della Provincia Turano, il sindaco Fazio, alcuni skipper, il direttore sportivo della Canottieri Marsala Marcello Attinà, il presidente VII zona FIV Ignazio Pipitone, il presidente del Trapani Yacht Club Gioacchino Piazza, il presidente del CONI provinciale Castelli) e il concerto del gruppo folk “Trapani mia”.
Domani sera, alle ore 20,30 la struttura di Viale Regina Elena ospiterà un dibattito sul tema «La prossima America’s cup e la nuova avventura di Azzurra» con la partecipazione, tra gli altri, dei velisti siciliani del team di Azzurra, Gabriele e Francesco Bruni e Giuseppe Leonardi. Al termine della serata, spazio alla musica degli Ottoni animati.


















