La storia dell’Umbria… radici antichissime!

Anticamente ricca di corsi d’acqua e di amena vegetazione, l’Umbria è stata meta di numerose migrazioni che hanno origine fin dal Paleolitico. Popolazioni provenienti dal nord o stanziali, hanno abitato questa regione posta al centro dell’Italia, in posizione favorevole per scambi commerciali e traffici di diverso genere.

In età del ferro gli Umbri, popolo di origine indoeuropea, occupavano la sponda orientale mentre gli Etruschi, popolo probabilmente più “giovane” rispetto agli Umbri, occupavano la parte occidentale. L’antica divisione, che sfociò spesso in aperto antagonismo, fra i due popoli è ancora testimoniata dalle tracce storiche, culturali, etniche e urbanistiche delle due zone. Nelle importantissime Tavole Eugubine, risalenti al II sec. a.C. e redatte in Latino ed Etrusco, è contenuta una fondamentale testimonianza della superiorità politica e religiosa di cui godevano nel VII sec. a.C. le città etrusco-tiberine (Orvieto e Perugia).

La storia dell’Umbria prosegue poi con i Romani che furno i primi ad imporsi contemporaneamente sulle due popolazioni, conquistando l’intera regione e soffocando un vano tentativo di difesa armata attuato da Umbri e Etruschi con i loro alleati Galli e Sanniti. Nel 299 a.C. i Romani fondarono la colonia di Narni, mentre nel 241 a.C. fu la volta di Spoleto. Grazie alla tolleranza con cui trattarono le popolazioni locali, i Romani si assicurarono la lealtà di queste quando si rese necessario fermare l’avanzata di Annibale nel 217 a.C.

Grande fattore di sviluppo per la regione fu la costruzione, sempre ad opera dei Romani, della via Flaminia, che collegava Roma all’alto Adriatico, risalendo la valle tiberina. Un nuovo focolaio di rivolta però divampo a seguito di malcontenti legati alla distribuzione agraria delle terre destinate ai veterani di Cesare e Ottaviano. Nel 40 a.C. Ottaviano fu costretto ad assediare e distruggere Perugina, per poi curarne la ricostruzione.

Sotto Augusto l’Umbria visse un periodo di grande prosperità culturale e economica. Alcune zone furono bonificate, altre furono elette a residenza di ricchi patrizi, che vi insediarono grandi latifondi. Attorno alle centuriazioni, sorsero borghi e le città si arricchirono di grandi opere pubbliche.

In epoca tardoantica, sotto Diocleziano, una riforma voluta dall’imperatore dissolse il confine naturale del Tevere tra Etruria e Umbria, costituendo un’unica regione chiamata Tuscania.

A partire dal XIV sec. però, la difficoltà a reggere la concorrenza commerciale delle città toscane e marchigiane affacciate sul mare e diverse tensioni sociali fecero sì che in molte città presero piede le Signorie. In questo periodo non furono poche le ribellioni contro il potere dei Papi e nella prima metà del XV il Signore di Perugia Braccio da Montone sottomise le città di Foligno, Todi, Assisi e giunse fino a Roma. Morto Braccio nel 1424, la Chiesa iniziò la riconquista dell’Umbria, restaurando il suo potere su Perugina nel 1540. Solo Gubbio rimase nelle mani del Duca di Urbino.

L’Umbria fu così ridotta ad una semplice provincia dei territori della Chiesa fino al 1860, quando fu incorporata dalle truppe piemontesi nel neonato stato italiano, facendola ritornare alla sua originaria identificazione storico-territoriale romana come regione Umbria.

Acquisti senza tasse: la Riviera sempre un passo avanti

Questa particolare procedura che permette di avere un rimborso dell’iva sui beni acquistati che arrivano nel paese del turista all’interno del proprio bagaglio personale, ha permesso un incremento delle vendite del 15%.

Ormai è noto, Riccione è la ‘Capitale’ del della Riviera Romagnola, in questo periodo soprattutto per il capodanno Riccione, ma anche per quanto concerne il Tax Free shopping del quale possono usufruire gli incessanti turisti stranieri che ogni giorno affollano il famosissimo viale Ceccarini alla ricerca di prodotti di qualità a prezzi convenienti. Nella ‘Perla Verde’, così viene chiamata Riccione, in funzione dei dati ufficializzati in questi ultimi giorni dal Global Refound, azienda di primo piano a livello internazionale nello sviluppo del Tax Free shopping (non è altro che il servizio offerto a tutti i turisti stranieri che lo richiedono, un rimborso complessivo dell’IVA su tutti i beni e prodotti acquistati in Riviera e che vengono esporti nel proprio paese di origine con il bagaglio personale).

Proprio Riccione risulta la città più propensa a questa tipologia di commercializzazione con ben oltre il 40% del Tax Free shopping della Romagna. Ecco la classifica parziale: Riccione 45% seguita da Rimini col 28%. Si tratta quindi di un mercato in grande espansione sul territorio Romagnolo che vanta una costante crescita vicina al 20% rispetto il 2007 con una spesa complessiva media di oltre 560 euro.

Confrontando i mesi di gennaio ed ottobre del 2008 con quelli dell’anno precedente, entrambi segnalano un forte aumento della propensione all’acquisto, più precisamente gennaio ha registrato un incremento del 15% mentre ottobre del 17%.

Nello stello lasso temporale, la progressione più evidente si attesta però a Milano Marittima, laddove l’incremento degli acquisti è stato oltre il 45% con una spesa media di oltre 1200 Euro (record per l’intera Emilia Romagna). Analizzando e profilando i clienti (in questo caso turisti da ogni parte del mondo), i dati attestano che i Russi, solitamente alloggiano presso hotel Rimini fiera, possiedono la leadership fra tutte le altre nazioni con oltre l’80% della spesa che usufruisce del TAX FREE, attestando una crescita ulteriore rispetto l’anno 2007 di oltre il 30%.

Il secondo posto è occupato dai turisti delle nazioni nate dopo la divisione dell’URSS e rappresentano circa il 6% del totale. In terza posizione i cittadini Arabi che in questo ultimo anno hanno subito una flessione della spesa pari al 40% ed ora rappresentano solamente l’1% del mercato generato dal TAX FREE in Riviera Romagnola.

In questi termini, per ciò che concerne i settori merceologici, i viaggiatori stranieri effettuano 8 acquisti su 10 nel settore della moda e del fashion, mentre la categoria della gioielleria raggiunge uno scontrino medio di oltre 1780 Euro e copre l’11% delle spese totali.

Come già detto in precedenza, rispetto al 2007, quest’anno è sicuramente in progresso (circa il 23%) nel totale sulla spesa in tutta la Riviera, con scontrini medi pari a circa 560 Euro.

La controtendenza, rispetto alla situazione economica mondiale, dovrebbe essere confermata anche nei periodi natalizi che fra 1 mese vedranno arrivare in Riviera, per il capodanno Rimini e Riccione, migliaia di turisti italiani e stranieri: pronti a festeggiare, pronti a spendere.

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl – Slogan per sito internet

Parola d’ordine divertimento

Esiste un posto dove andare in vacanza e non divertirsi è impossibile. Un posto unico perché con la più alta concentrazione di divertimento in tutta Europa. Esiste un posto vicino a tutti noi che si chiama Riviera Romagnola. Diciamo Riviera Romagnola e pensiamo subito al divertimento. E pensiamo bene.

Ufficialmente riconosciuta come la capitale dei locali notturni, dei fashion club che puntualmente all’arrivo dell’estate propagano tendenze miste a trasgressione e divertimento contagiando i propri turisti, che soggiornano ad esempio hotel 3 stelle Rimini, in con estrema facilità, oggi la Riviera Romagnola conserva il fascino e soprattutto mantiene la genuinità che l’ha contraddistinta nel corso degli anni ad oggi.

D’obbligo, a questo punto, inquadrare la Riviera Romagnola dal punto di vista geografico. Ci riferisce a quel lembo di terra che va da Ravenna fin giù a Cattolica, in provincia di Rimini, e che ha come punti nevralgici Milano Marittima, Rimini e Riccione.

E proprio qui in questa area che di genuinità si parla, quella palpabile, quella che si riesce a percepire quando parli con la gente di questa terra, vuoi per la parlata così contagiosa che porta il turista inevitabilmente alla fine della propria vacanza a farla propria, vuoi per la vicinanza al mare che ha reso queste persone così solari. La Riviera Romagnola non ha di certo perso colpi duranti gli ultimi anni così incerti per il turismo.

Alla sera le città si trasformano per la felicità di giovani e meno giovani che vogliono farsi trasportare dal ritmo della notte. Ci siamo, ci siamo, che abbiano inizio le danze. Ogni angolo di strada cambia volto. Siamo in Viale Ceccarini a Riccione o in Viale Vespucci a Rimini? Non importa, ovunque la musica inizia a padroneggiare. House, dance, revival, R&Drums e chi più ne ha più ne metta. C’è da perdere la testa in locali per tutti i gusti. Discoteche come il Cocoricò e il Prince di Riccione o l’Embassy di Rimini giusto per citarne alcune tra le più famose. E poi i nuovi Street Bar, salotti musicali lungo le strade, completamente all’aperto dove si balla spesso fino a mattina. A chi sono rivolti? A tutti, ma soprattutto sono ottimi per coloro alla ricerca di una valida alternativa alla discoteca in cui spesso l’entrata è completamente gratuita e i drink sono molto più nelle tasche di chiunque. Tra i più in, sicuramente il Mantra di Rimini, dove qua si inizia a saltare a ritmo di house con i DJ più in voga del momento e dove l’internazionale DJ Tiesto è di casa da queste parti.

Siamo nella capitale del divertimento. Siamo al mare, dove gli hotel 4 stelle Rimini sono tantissimi e bellissimi. Al calar del sole le spiagge spopolano?? Manco a dirlo. Gli schiamazzi dei bambini che giocano e si divertono, anche loro tra i protagonisti della Riviera, fanno spazio alle prime note musicali di sottofondo. Ci siamo, è ora. Eccolo il popolo del rituale dell’aperitivo che abbandona i propri asciugamani e si dirige lentamente verso i Beach Bar. Si proprio in Beach Bar, quelli dove la gente inizia i preparativi per la notte, che da scommetterci, sarà lunga, a suon di Aperol e Campari. E parliamo di Beach Bar, come non citare il Papete Beach di Milano Marittima. Pro e contro? Pro: divertimento assicurato, contro: l’aperitivo sa da tale solo nel sapore, ma nel prezzo…assomiglia molto più ad un calice di Brunello di Montalcino del 2001. Detta questa detto tutto.

Ma siamo nella Riviera Romagnola, qui si parla di una vacanza all’insegna del divertimento rivolta a tutte le fasce d’età. Un vero paradiso per i bambini che possono dar sfogo alla loro instancabile voglia di divertirsi tanto nelle spiagge con ampi spazi a loro riservati pressoché in tutti i bagni, quanto nei parchi divertimento. Eh si, per chi non lo sapesse a pochi chilometri dai maggiori centri urbani, verso l’entroterra Romagnolo, troviamo parchi acquatici come “Aquafun” di Rimini, parchi divertimento come “Mirabilandia” e parchi a tema come “Italia in miniatura”, entrambi a Savio, Ravenna. Situazioni dove di frequente il divertimento si fonde con l’intrattenimento di spettacoli spesso mozzafiato. Un esempio? “L’isola del tesoro” all’interno di Mirabilandia, dove i pirati della ciurma si sfidano a suon di tuffi dai trampolini sempre più in alto mentre il più impavido si lancia a 25 metri d’altezza!

Ed infine come non dimenticarsi dei più grandi. Siamo in Romagna: vai col liscio! La danza popolare antica nata ad inizio ’800 ma ancora in voga oggi. Chi non conosce le indimenticabili note di Romagna Mia. Un inno che sta tanto nei cuori dei romagnoli quanto lo è “Oh sole mio” per i napoletani. Qui nei locali si respira il vero sapore del ballo e dove spesso le persone riscoprono quella passione persa con il passar degli anni. Coppie, single, gruppi: che importa, il ballo è qui il protagonista assoluto tanto che le gare di ballo ad esclusione sono più che mai attuali. Giusto per citare qualche pista ricordiamo “Osteria delle Donne” a Misano, con ben 5 sale e “Ca’ del Liscio”, Ravenna, il vero e proprio paradiso del liscio creato niente meno che dalla Famiglia Casadei (Secondo Casadei è ad oggi considerato all’unanimità il re del liscio) per mantenere attuale e popolare la tradizione di questo ballo, caratteristica riscontrata anche negli hotel fiera Rimini.

Non è quindi un modo di dire ce n’è per tutti, qua davvero ce n’è per tutti i gusti, per ogni fascia d’età e forse per questa ragione che una vacanza in Romagna può essere considerata a largo titolo “La vacanza degli Italiani”.

Distribuzione a cura di Michele De Capitani
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Trastevere, un quartiere per tutti i gusti

Se dopo aver passato una giornata intera tra le file e le folle del Colosseo, Fori Imperiali e Piazza S. Pietro avete voglia di rilassarvi, assaggiare la tipica cucina romana, passeggiare per viuzze tranquille o passare una piacevole serata con gli amici, fatevi un giro nel quartiere di Trastevere.

Trastevere, facilmente raggiungibile con la linea 8 del tram (fermata: Stazione Trastevere), si trova a pochi passi dal fiume Tevere, dal latino appunto trans Tiberim – al di là del Tevere -, e rappresenta uno dei pochi quartieri di Roma dalle fattezze prettamente medievali circondati da appartamenti lusso Roma.

Sebbene questo quartiere non sia più così sconosciuto ai turisti, tanto che alcuni ristoranti hanno dovuto scrivere i loro menù anche in lingua inglese, è comunque riuscito a mantenere una sua identità: le stradine corte e tortuose, per la maggior parte esclusivamente pedonali, offrono attrattive a turisti e visitatori di ogni età.

Di giorno, ed in particolare il pomeriggio, il quartiere si popola di mercatini, aprono negozi di artigianato, gastronomia e vestiario, bar e pizzerie per asporto, tra i quali spiccano, fra gli appartamenti centro Roma, anche kebab e ristoranti etnici, per la maggior parte asiatici.
Ma non mancano le autoctone pasticcerie, panetterie e trattorie, tra cui anche “L’osteria Rugantino”, Via della Lungaretta 54 e “Cacio & Pepe”, Vicolo del Cinque 15, che offrono la cucina tipica a prezzi modici.

Per i più giovani, ma non solo, di notte le strade si animano di pub e locali per tutti i gusti, tra circoli privati, lounge bar e qualche discoteca.
Ma ciò che attrae maggiormente i giovani in questo quartiere è il rito dell’aperitivo: giovani romani, studenti fuori sede ed erasmus, si ritrovano per le vie e dalle 18 in poi e affollano i numerosi locali. Uno su tutti “Freni e Frizioni” situato a pochi passi da Piazza Trilussa, ove è possibile ordinare per 5€ un qualsiasi tipo di bevanda: compresi nel prezzo non sono i soliti snack da aperitivo come patatine o salatini, bensì pasta, riso, cous-cous, pane, verdura e frutta. Un aperitivo per tutti i gusti, specialmente per i vegetariani più incalliti.

Qualche curiosità: Trastevere è il quartiere dove, in uno degli appartamenti a Roma, è nato Alberto Sordi e in queste strade dall’aspetto “tipicamente italiano” sono stati girati numerosi film statunitensi e ovviamente italiani tra i quali, “Ladri di Biciclette” (Vittorio de Sica, 1948), “Vacanze romane” (William Wyler, 1953), “Trastevere” (Fausto Tozzi, 1971) “Only you – Amore a prima vista” (Norman Jewison, 1994) e il più recente “Cuore sacro” (Ferzan Opzetek, 2005).
A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl – Comunicazione e marketing

Aiutiamo Dolly ed il gattile di Villa Flora a Roma!

Petizione popolare all’Assessore all’ambiente del Comune di Roma e al Sindaco di Roma
Oggetto: Oasi Comunale Felina Villa Flora

A Roma, a Villa Flora, un parco in zona Portuense, c’è un’oasi felina composta da una casetta e un giardino esterno, creata per accogliere gatti in difficoltà.

Aiutiamo Dolly ed il gattile di Villa Flora a Roma

L’oasi felina di Villa Flora è una struttura del Comune di Roma che ospita oltre 230 gatti sfortunati: sequestrati a causa di maltrattamenti, lasciati soli a seguito di decesso dei padroni, abbandonati da persone senza cuore.

Attualmente dopo varie vicissitudini, la colonia felina è gestita da Dolly, una giovane volontaria, con passione ed amore. I gatti sono tutti molto simpatici ed affiatati. Si vede che sono grati per questo rifugio… ma certamente starebbero meglio in una famiglia che li adotti.

Villa Flora vive al momento una situazione di emergenza: il Comune di Roma ha sospeso l’erogazione dei fondi per la sopravvivenza del gattile, e praticamente non arrivano più soldi. Gli operatori pagati se ne sono andati ed è rimasta solo Dolly che, con l’aiuto di pochi volontari, passa le sue giornate a pulire, cambiare sabbiette, dare da mangiare ai gatti, dare i primi soccorsi ai gattini che arrivano sopratutto d’estate.

Il gattile ha bisogno urgentemente di:

- donazioni: almeno 24 scatole di cibo per gatti da 400 gr. al giorno, 10 sacchetti di sabbietta al giorno, cuscini, pezze e coperte.

- volontari che vadano anche poche ore al giorno a dare una mano, aiutare a sistemare, coccolare i gatti.

- adozioni: persone che – in qualsiasi parte d’Italia – vogliano adottare dei mici (tutti adorabili, sterilizzati, vaccinati e sani)

- adozioni a distanza: persone che, impossibilitate ad adottare dei gatti, vogliano adottarli a distanza sostenendo il gattile (con una somma simbolica di 15 € al mese)

Chiediamo al Comune di Roma di provvedere al più presto affinchè l’Oasi Felina di Villa Flora possa sopravvivere

Invitiamo nel frattempo tutte le persone di cuore a contattare Villa Flora per dare una mano.

Oasi Felina Villa Flora
c/o Villa Flora – via Portuense, 610 – Roma
Cell. 328 8482439
www.villafloramiao.it

Aiutateci a diffondere questa petizione!
Grazie.

Napoli ha un nuovo santo… e viene da Secondigliano!!!

Un esperto nella scienza del perdono. Benedetto XVI lo ha definito così durante la cerimonia di canonizzazione avvenuta in Piazza San Pietro il 12 ottobre scorso.

‘O Superiore lo chiamano a Secondigliano, il quartiere di Napoli dove visse e spese la sua vita a sostegno dei più deboli.

Sei anni fa, quando divenne beato, Papa Wojtyla lo ricordò come apostolo della misericordia. Ma chi è stato San Gaetano Errico, il santo del rione noto in tutto il mondo per il degrado e il malaffare.

Era il 19 ottobre del 1791 quando a Secondigliano, antico casale a nord del capoluogo campano, nasceva un bambino di nome Gaetano.

San Gaetano Errico

Il papà Pasquale gestisce un piccolo laboratorio per la produzione dei maccheroni. La mamma Maria Marseglia fa la tessitrice di felpa.

Gaetano viene battezzato nella chiesa madre di Secondigliano, dedicata ai Santi Cosma e Damiano.

A soli 7 anni riceve la prima comunione, tre anni dopo la cresima.

A 14 anni presenta domanda per entrare prima nei Cappuccini, poi nei Redentoristi, ma è ancora troppo giovane.

Due anni più tardi può accedere al seminario arcivescovile di Napoli. Sarà uno studente esterno perché la sua famiglia non riesce a garantirgli le spese per il pernottamento in seminario.

Ogni giorno, sfida il caldo o il gelo, per raggiungere il seminario che sorge ad otto chilometri da casa sua.

Nel 1808 Gaetano indossa per la prima volta l’abito talare. Nella fase della formazione raggiunge alti risultati in termini di profitto e ogni giovedì va a fare visita agli ammalati ricoverati all’ospedale Incurabili, portando loro anche dei regali.

La domenica va in giro per le strade di Secondigliano a raccogliere i bambini per il catechismo.

Nel 1815 il Cardinale Ruffo lo ordina sacerdote in Cattedrale. Da allora dedica le sue giornate all’insegnamento, svolge il servizio pastorale presso la Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano.

Fa della riconciliazione un sacramento da infondere la tra gente, uscendo dal tempio per avvicinarsi alle strade dove vivono i peccatori.

La sua vita è scandita da intensi momenti di penitenza e preghiera, come testimoniano le fossette visibili nella sua stanza, parte integrante del museo realizzato in sua memoria a Secondigliano.

Nel 1818 mentre si trova in preghiera nella chiesa di Pagani gli appare Sant’Alfonso che gli chiede di fondare una congregazione religiosa. Saranno i Missionari dei Sacri Cuori, una comunità che oggi può contare su sedi in tutto il mondo.

Il primo segno che segue a questa visione è la costruzione di una chiesa a Secondigliano. Gaetano la dedica alla Vergine Addolorata e per vederla portata a termine deve misurarsi anche con un manipolo di detrattori anticlericali.

Tra non poche difficoltà, nel 1830 il santuario che oggi accoglie le spoglie del Santo, viene consacrata.

A costruzione finita, Gaetano ordina allo scultore Francesco Verzella una statua che rappresentasse la Madonna così come lui l’aveva vista. Soltanto al quattordicesimo tentativo l’artista riuscì a soddisfare Gaetano.

Cinque anni più tardi l’effige fa il suo ingresso a Secondigliano. E’ una vera e propria festa che dà il via ad un culto intergenerazionale, tramandato fino ai giorni nostri.

Gaetano riserva la sua umanità a chiunque soffra: ai poveri, ai contadini, agli analfabeti, appe prostitute, agli operai, agli ammalati, ai detenuti.

Nel 1833 partono i lavori per la costruzione della Casa Madre dei Missionari dei Sacri Cuori, un luogo riservato alla dimora di quelli che saranno i suoi figli spirituali. Struttura che nel giro di pochi anni subirà un significativo ampliamento.

La stanza di San Gaetano Errico (FOTO: Luca Saulino)

Tra il 1839 e il 1846, dopo numerosi atti burocratici, la Congregazione viene riconosciuta dal Regno.

Alle 10 del 29 ottobre 1860 Gaetano Errico chiude gli occhi per sempre nella sua casa di Secondigliano.

Il popolo grida: E’ morto un santo.

Particolare della tomba in cui riposa il santo (FOTO: Luca Saulino)

Spello: un’antico gioiello nel cuore dell’Umbria

Non lontano da Assisi e Foligno, nel cuore dell’Umbria, situata su uno sperone del Monte Subasio, nasce la cittadina di Spello. Quasi 8mila gli abitanti di questa località che più delle altre della Valle Umbra mostrano le preziose testimonianze storico – culturali dell’antica Hispellum.Tra queste spiccano l’anello murario, le Porte Consolare, Urbica, Vetere, le rovine di un anfiteatro, un tempio e delle terme. Panorama di Spello Il borgo si presenta come incastonato tra le mura risalenti all’epoca augustea per poi estendersi lungo l’asse centrale che dalla Porta Consolare conduce alla zona più elevata dello sperone, la Porta dell’Arce.

Dagli albori del Cristianesimo fino ai giorni nostri Spello si è sempre distinto come il centro più importante della religiosità regionale.

Sul piano topografico, esaminando l’evoluzione urbanistica che ha subito la cittadina, possiamo affermare che Spello avesse il suo insediamento principale nella parte più alta. Soltanto nei secoli successivi l’agglomerato abitativo si sposta nella zona della città romana fino ad inglobare tutta la cittadina così come la vediamo oggi.

Il rione più antico si chiama Posterula ed è individuabile tra la Porta Arce e piazza Umberto I. La zona del Mezota, invece, è racchiusa tra le chiese dedicate a San Lorenzo e a Santa Maria Maggiore. L’altro cosiddetto “terziere” in cui è suddivisa la cittadina si trova nella parte più bassa e prende il nome di Porta Chiusa. Le mura che ancor’oggi circondano Spello sono quelle dell’età romana, restaurate nel corso degli anni laddove si sono presentanti preoccupanti segni di cedimento. Una delle antiche porte di Spello

La storia di questa cittadina umbra, lontana dai flussi di turismo di altre città vicine, racconta di un’espansione abitativa che con il passar degli anni supera l’area delle mura per raggiungere via Giulia, lasciando così numerose aree libere all’interno delle mura. Strutture che nel loro circuito più esterno vengono completate nel 1360 dopo una serie di pause intorno alla metà del XIV secolo.

Una strada di Spello

Spello risentirà del controllo diretto da parte della Chiesa. Sarà proprio l’organizzazione religiosa a predisporre la realizzazione di un imponente struttura in una piazza cittadina, testimonianza evidente della presenza della Chiesa in questa porzione dell’Umbria.

L’edificio fu costruito nel 1358 da Filippo D’Antella. Il governo pontificio, intento a sottrarre potere al governo locale, utilizza lo strumento delle nuove infeudazioni per garantirsi alleanze quanto più sicure, ma soprattutto per disporre di un efficace controllo territoriale.

In quest’ottica dal 1368 Spello viene affidata ai Baglioni. Dalla prima metà del XVI inizia, invece, la fase dei vicariati o signorie. Michelotti, Visconti, Fortebraccio, Montefeltro e di nuovo i Baglioni, solo per citare i nomi più illustri di questo lungo periodo che precede il recupero diretto ad opera della Chiesa.

La Santa Sede pone il territorio sotto il suo controllo a partire dal XVI secolo e fino all’Unità d’Italia. Ma cosa succede in questo arco di tempo all’interno della cittadina la cui storia continua ad intrecciarsi con quella della Chiesa?

Gli interventi urbani non trasformano l’assetto di Spello. Le modifiche più evidenti riguardano edifici di natura ecclesiastica, che corrisponde ad un vero e proprio boom di opere nel campo. Gli altri tipi di interventi non mutano la struttura cittadina.

Vacanze di Natale e Capodanno in Abruzzo

Per chi viene in Abruzzo durante la stagione invernale, in particolare durante le festività natalizie, non mancano le occasioni di conoscere gli usi e costumi tradizionali di questa regione come l’uso di accendere un falò o fare fiaccolate nella sera prima dell’immacolata concezione o la notte di Santa Lucia, o la ricorrenza “Della Squilla”, una campanella della Torre Civica di Lanciano, che la sera dell’antivigilia del Natale suona dalle 18 alle 19 e invita le famiglie a riunirsi nelle case.

Sono inoltre numerosi i presepi viventi, tra i quali quello di Colonnella, il Concerto di Natale di Torricella Sicura e i numerosi mercatini natalizi e le sagre enogastronomiche che offrono i piatti tipici abruzzesi che la tradizione propone in questo periodo dell’anno.

Dall’Agriturismo La Meridiana è possibile effettuare numerose gite, che permettono di riscoprire piccoli borghi e paesi ed antiche tradizioni.

Dal 22/12/2008 al 28/12/2008 i nostri bilocali verranno offerti a 65.00 Euro a notte (invece di 70.00 Euro) , il monolocale a 55.00 Euro a notte (invece di 60.00).

Per il periodo di Capodanno (minimo 3 notti) i nostri appartamenti e le ampie sale comuni, dove è possibile riunirsi davanti ad un grande camino, possono essere affittati ad una comitiva per un prezzo globale di 1350.00 Euro.

Per periodi più lunghi valutiamo la possibilità di ulteriori sconti.

Per maggiori informazioni visitate il sito: Agriturismo Abruzzo Natale

Oppure scriveteci alla mail: info@agriturismolameridiana.it

O contattateci ai numeri: 0861/786336 – 349/1540250

Arrivano i regali di Natale, si cercano regali unici per questa lieta festività

Ognuno pensa di celebrare il Natale in un modo unico e cerca ad ogni costo di preservare questi fantastici momenti passati con i propri cari più a lungo possibile.

A primo acchito, questo, sembrerebbe difficile ma con i giusti consigli potrebbe risultare molto semplice, difatti a volte basta una buona presentazione, una frase toccante che accompagna un regalo di Natale squisito ed indimenticabile. In questi termini, i regali di natale debbono avere più che altro un significato simbolico e rappresentare l’amore, la pace, la natura e tutto l’affetto nutrito verso un parente, un amico, il proprio amato.

Vista la grande importanza di questi doni, per trovare quello giusto favoloso e splendido, vale la pena dedicare un po’ del nostro tempo alla ricerca e raccolta di regali Natale unici ed esclusivi.

Per tanto risulta fondamentale, se non si ha troppo tempo a disposizione, trovare principalmente un luogo od un sito dove ricercare doni di Natale particolari che raccolgano diverse idee natale e fantasie. Come già detto il regalo dovrà agire per noi e toccare i sentimenti del nostro interlocutore emozionandolo grazie al messaggio di lealtà ed affetto che esso porta con se e trasferisce da un cuore all’altro.

Naturalmente le varie raccolte offrono tantissimi articoli da regalo che possono affascinare diverse persone e per tutte le tasche. A volte le soluzioni proposte sono davvero stravaganti (soprattutto quelle molto costose) come ad esempio: acquistare un appezzamento di terreno su Marte, azioni di società calcistiche, dare il nome ad una stella, anelli d’argento, etc.

In questi termini, occorre fare molta attenzione al destinatario del regalo e quindi scegliere di conseguenza in funzione se il dono sia per genitori, bambini, amati, colleghi, capo ufficio, amici, etc. Difatti il regalo per il collega sarà molto differente da un regalo per un amico intimo, così pure il dono per i propri genitori o la propria amata.

Negli ultimi anni si è cercato di unire l’utile al dilettevole ma senza tralasciare il fascino dell’oggetto dato dal suo design esclusivo ed inimitabile. A tal proposito è proprio l’evoluzione della società che ha portato a cambiamenti radicali nella vita domestica che, soprattutto per noi Italiani, non tralascia il design nell’arredamento e nell’architettura.

Non dimentichiamo comunque che la cosa più importante in un regalo non è certo il suo prezzo o costo ma soprattutto ciò che rappresenta e l’elevata personalizzazione. Difatti questa rende effettivamente unico il dono e praticamente inimitabile e introvabile altrove (basti pensare che solitamente un “pezzo unico” ha un valore inestimabile rispetto ai pezzi di produzione standard).

Un regalo di questo genere non può che far piacere ed attirare l’attenzione dimostrando effettivamente il sentimento che spinge a donare, proprio ciò che ci insegna il vero spirito Natalizio (anche se questi concetti non farebbero assolutamente male se fossero ripresi anche in altri periodi dell’anno.

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl – Obiettivo posizionamento

Fonterutoli, visite guidate con degustazione

Il borgo di Fonterutoli, nel cuore del Chianti, si affaccia sempre più nel panorama turistico nazionale. Di proprietà della famiglia dei marchesi Mazzei dal 1435, è contraddistinto da un piazzale centrale, una piccola Chiesa e dalla villa della nobile famiglia. La sua notorietà è associata però alla produzione di vini di ottima qualità esportati in Italia e nel mondo.

I marchesi. Infatti, da 24 generazioni sono dediti alla viticoltura e sono riusciti ad imporre nel mercato vinicolo etichette ormai davvero note come il Castello di Fonterutoli, un sangiovese ingentilito da una modesta presenza di Cabernet Sauvignon, il Fonterutoli caratterizzato da aggiunte minime di Malvasia Nera, Colorino e Merlot, il ricercato Siepi che si distingue per un gusto molto originale e il Poggio alla Biodola, un vino impreziosito da un’altitudine di oltre 500 metri, sono solo alcune delle etichette più note.

Fonterutoli è ormai una meta frequentata da quanti sono interessati a svolgere delle visite guidate in Toscana, in questo caso, dei tour vinicoli tra le cantine di famiglia dove si potranno degustare gli ottimi vini, accompagnati da esperti sommelier.